Le citazioni del Padre Spirituale – 24 ottobre 2017

Ti ho trovato in tanti posti, Signore. Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi, nel tabernacolo oscuro di una cattedrale, nell’unità di cuore e di mente di una assemblea di persone che ti amano. Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo. Ma sempre ti trovo nella sofferenza. La sofferenza è come il tocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Signore ti ho trovato nella terribile sofferenza degli altri. Ti ho visto nella sublime accettazione e nella inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore. Ma non sono riuscita a trovarti nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri. Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il “dramma della tua passioneredentrice, e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è stata a volte soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione. Signore, io credo. Non cessare mai di cercarmi… sopratutto quando io cerco stupidamente di fuggire. Ma Signore, ti prego, aiuta la mia fede” (Madre Teresa di Calcutta, preghiera).

I piccoli, i senza voce, quelli che non contano nulla agli occhi del mondo ma tanto agli occhi di Dio da essere i suoi prediletti, hanno bisogno di noi. Noi dobbiamo essere con loro e per loro, e non importa nulla se la nostra azione è come una goccia d’acqua nell’oceano. Gesù Cristo non ha mai parlato di risultati. Lui ha parlato solo di amarci, di lavarci i piedi gli uni gli altri, di perdonarci sempre. I poveri ci attendono e i modi del servizio sono infiniti, lasciati all’immaginazione di ciascuno di noi. Non aspettiamo di essere istruiti nel tempo del servizio, inventiamo e vivremo nuovi cieli e nuova terra ogni giorno della nostra vita” (Annalena Tonelli, I poveri hanno bisogno di voi).

Annalena Tonelli è una missionaria italiana nata a Forlì nel 1943; visse dal 1969 al 2003 in Africa, a servizio dei Somali. Scelse la piena e assoluta condivisione di una delle realtà più povere della terra.

“Signore, chiamandoci nella tua vigna, tu vuoi che costruiamo con te il mondo e la Chiesa, e ci affidi l’annuncio del Vangelo. La tua chiamata a ogni ora del giorno è invito dolce e forte, che non toglie nulla alla nostra libertà, ma ci lascia la gioia e la responsabilità della risposta.

Ti affidiamo la risposta del Santo Padre, dei Vescovi, dei Sacerdoti, di ogni Consacrato: accompagnali nell’impegno pastorale e ricolmali della carità che infiammò il cuore degli apostoli.

Ti affidiamo la risposta delle nostre famiglie: sappiano suscitare e accompagnare nei giovani la scelta coraggiosa di una vita donata a Dio e ai fratelli.

Ti affidiamo tutti i cristiani: testimonino nella vita il mistero che celebrano nella fede, e sappiano portare ai fratelli il tuo amore. Ti affidiamo gli uomini di buona volontà: operino con generosità

e tenacia per il bene comune. Rendi più grande la generosità di tutti, perché ognuno, al posto che tu gli hai affidato, si doni con amore, fino alla fine. Amen” ( Paolo VI).

Io so bene, o Vergine piena di grazia, che a Nazaret tu sei vissuta poveramente, // senza chiedere nulla di più.

Né estasi, né miracoli, né altri fatti straordinari // abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti.

Il numero degli umili, dei «piccoli», // è assai grande sulla terra: essi possono alzare gli occhi verso di te senza alcun timore.

Tu sei la madre incomparabile che cammina // con loro per la strada comune, // per guidarli al cielo. // O Madre diletta, in questo duro esilio // io voglio vivere sempre con te // e seguirti ogni giorno. // Mi tuffo rapita // nella tua contemplazione e scopro // gli abissi di amore del tuo cuore.

Tutti i miei timori svaniscono // sotto il tuo sguardo materno // che mi insegna a piangere e a gioire” (Santa Teresa di Lisieux, Maria, Tu non hai chiesto nulla di più).

Una luce ha illuminato tutta la cappella, mi ha attraversato, è entrata in me, mi ha fuso in essa… Era una luce spirituale, intelligente, carica d’amore e di tenerezza infinita, che conosceva le mie scarse qualità e i miei più piccoli difetti… Mi son visto tale e qual ero allora: un misto di niente e di peccato. Non ero niente! Ma questo niente interessava alla Luce” (André Frossard, Non ero niente).

Abbiamo un Dio innamorato di noi, che ci accarezza teneramente e ci canta la ninna nanna proprio come fa un papà con il suo bambino. Non solo: lui ci cerca per primo, ci aspetta e ci insegna a essere «piccoli», perché l’amore è più nel dare che nel ricevere ed è più nelle opere che nelle parole” (Papa Francesco, Un Dio innamorato, in Meditazione mattutina, 27.08.2014).