Don Vincenzo Lai: 4 marzo 2017

Don Vincenzo Lai: 4 marzo 2017

Seguire il Cristo con cuore deciso, non è accendere un fuoco d’artificio che lampeggia e poi si spegne. È entrare, poi rimanere, in un cammino di fiducia  che può durare tutta la vita. La gioia del Vangelo, lo spirito della lode, supporrà sempre una decisione interiore. Osare cantare il Cristo fino alla gioia serenaNon una gioia qualsiasi, ma quella che proviene direttamente dalle sorgenti del Vangelo” (Frère Roger di TaizéSeguire il Cristo)

“Credo nel sole, anche quando non splendecredo nell’amore, anche quando non lo sentocredo in Dio, anche quando tace” (Un’ebrea perseguitata dal nazismoCredo nel sole anche quando non splende)

Dio si serve dei venti contrari per portarci in porto” (Charles de FoucauldVenti contrari)

Abbiate fiducia che Dio vi darà il destino migliore per la sua gloria, il migliore per la vostra anima, il migliore per la persona degli altri, poiché voi non domandate altro che questo, poiché tutto ciò che egli vuole voi lo volete, pienamente e senza riserve” (Charles de FoucauldFiducia)

Non appoggiarti all’uomodeve morire. Non appoggiarti all’albero: deve seccare. Non appoggiarti al muro: deve crollareAppoggiati a Dioa Dio soltantoLui rimane sempre!” (Francesco d’AssisiAppoggiati a Dio: così disse a Santa Chiara)

Gesù, è facile scoraggiarmi quando lotto per la santità e mi sembra di non migliorare. Fa’ che io ponga la mia fiducia in te e non nei miei poveri mezzi. La tua vita sembrò un fallimento sulla croce, ma tu sei venuto per amarci fino alla fine. Donando te stesso nel pane e nel vino, hai indicato il modo in cui vuoi che ci amiamo a vicenda. Signore Gesù Cristo, accoglimi nel tuo splendore; colmami del tuo Spirito, purifica il mio cuore” (Elizabeth Ruth ObbardRestami vicino, o Signore!, in Pensieri EucaristiciCentro Eucaristico)

Io, mi sono più volte lamentato col Signore perché morendo non ha tolto a noi la necessità di morire. Sarebbe stato così bello poter dire: Gesù ha affrontato la morte anche al nostro posto e morti potremmo andare in Paradiso per un sentiero fiorito. E invece Dio ha voluto che passassimo per questo duro colle che è la morte ed entrassimo nell’oscurità che fa sempre un po’ paura. Ma qui sta l’essenzialemi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle “uscite di sicurezza“. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio. Ciò che ci attende dopo la morte è un mistero che richiede un affidamento totale: desideriamo essere con Gesù e questo nostro desiderio lo esprimiamo ad occhi chiusi, alla cieca, mettendoci in tutto nelle sue mani” (Carlo Maria MartiniRiappacificati con la morte)

La preghiera, dice il Papa, è potente, la preghiera vince il male, la preghiera porta la paceGesù dice: “Voi siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”: “E per questo, chiedere la grazia di non rimanere nel rancore, la grazia di pregare per i nemici, di pregare per la gente che non ci vuole bene, la grazia della pace. Vi chiedo, per favore, di fare questa esperienza: tutti i giorni una preghiera. ‘Ah, questo non mi vuole bene: ma, Signore, ti prego …’: uno per giornoCosì si vince, così andremo su questa strada della santità e della perfezione

Da tutte queste situazioni si alza a Dio una preghiera appassionata, che le donne filippine desiderano condividere con le loro sorelle sparse in tutto il mondo: «Ti preghiamo, o Dio di bontàdi trasformare il nostro popolo e la nostra società in persone misericordiose e benevoleDio della vita, che trasformi i semi in frutti, ti preghiamo per coloro che partecipano al mistero della mietitura e alla gioia del raccolto. Fa’ che i nostri semi di giustizia crescano come le piante vicino all’acqua viva, l’acqua della tua grazia». 

Non esiste vento favorevole per chi non sa dove andare” (SenecaVento)

In un campo ho veduto una ghianda: sembrava così morta, inutile. E in primavera ho visto quella ghianda mettere radici e innalzarsi, giovane quercia verso il sole. Un miracolo, potresti dire: eppure questo miracolo si produce mille migliaia di volte nel sonno di ogni autunno e nella passione di ogni primavera. Perché non dovrebbe prodursi nel cuore dell’uomo?” (Kahlil GibranIl miracolo)